Lo shopping, ciò che ci rende felici in una giornata di preoccupazioni, di stress; l’hobby più amato dalle donne, ma anche la prima fonte di problemi, se cosi vogliamo chiamarli. La ricerca del vestito perfetto, un via vai dal camerino per trovare il jeans che ci sta a pennello…e proprio nel mezzo di questo adorabile passatempo, ci accorgiamo che ci nasce una sorta di preoccupazione. Possiamo uscire da quel negozio soddisfatte, oppure aver provato l’intero negozio senza trovare niente che ci sta: troppo magre, troppo grasse, con i fianchi troppo larghi, il sedere flacido, le cosce enormi…ecco come ci sentiamo.
Facciamo i conti con i numeri ogni giorno, dipendiamo da questi. I numeri che troviamo scritti sulla bilancia, e i numeri che dettano le nostre vite, le taglie. Imperfette, il nostro corpo è sbagliato. Ecco come ci sentiamo. Chiedete alla modella alta 1.80 che pesa 40 kg, vi dirà che non si piace. E cosi iniziamo a restringere la nostra alimentazione, e cosi anche il nostro corpo. Si svuota di cibo e si riempie di pensieri negativi. Siamo ossessionate dai numeri, saliamo sulla bilancia ogni giorno sperando che quella cifra si abbassi. Perché si, se quelle cifre sono alte, significa che siamo grasse e non va bene , se quelle cifre sono basse , siamo sempre più magre, e va benissimo. Alcune persone trovano estremo digiunare per una taglia, io sono ossessionata, lo so.
E’ un po’ come iniziare a fumare, prenderci gusto, poi arrivare ad un punto e capire che fa male, che uccide, e trovare la forza di volontà per smettere. Avere disturbi alimentari è esattamente cosi, non è difficile ristringersi, non è difficile digiunare, vomitare, fare attività fisica fino allo stremo delle forze, niente risulta come un sacrificio. Non lo é. C’è la forza di volontà, c’è lei, ci sono loro, questo basta.
Cos’è davvero difficile ? iniziare a mangiare e vedere il grasso che vi ricopre il corpo, che vi fa sentire enormi, specchiarvi e vedere ciò che non volete essere.
Perché in fin dei conti il cibo è come una qualsiasi altra cosa: c’è chi usa l’alcol, chi la droga.
Dipendenze o ossessioni, tutto per scaricare la rabbia. E si sa, le dipendenze possono diventare distruttive…ci vuole tempo, coraggio. Sono la prima ad ammettere che ho ristretto. Ma non sono malata, è un fatto di onnipotenza. Vedere che riesco dove tante ragazze falliscono, riuscire a mangiare poco senza farmi problemi, sentirmi la migliore.
Sedersi a tavola e dirsi ‘devo mangiare tutto ciò che c’è qui dentro ’, non è come pensate voi.
E’ sempre bello ascoltare le critiche, sono la prima a farlo, cercando di migliorare, purché siano costruttive. La maggior parte delle persone non capisce, una ragazza non vuole mangiare allora è malata mentalmente, parlate senza provare a mettervi nei panni altrui.
So che queste frasi che sto scrivendo non piaceranno a tutti, ma sapete cosa vi dico? Se volete leggere storielle felici perché non cambiate blog? Potrei trovare personalmente una risposta, cercate questo perché volete vedere e sentire che esistono problemi peggiori ai vostri. La verità è che la gente si rifiuta di vedere.
Mi guardo allo specchio e non vedo ciò che vorrei essere, troppo grasso che mi fa sentire inadeguata.
Credo che ognuno di voi ha passato momenti difficili, alcuni meno gravi di altri, ma comunque problemi erano, e la voglia di divertirsi, di sorridere viene a mancare. E qui il verbo che più si addice diventa ‘ sopravvivere ’ non più ‘ vivere’ .
La cosa più terribile non è morire, l’inferno vero è restare, restare senza esserci mai. Senza sapere dove andare, cosa fare.
Vi assicuro, non rimane niente.
martedì 17 febbraio 2009
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Finalmente ho capito come si fa a postare un commento, meglio tardi che mai. Credo di non poter scrivere un commento degno di questo tuo post, hai già detto tutto tu. Sei partita con il concetto dello shopping secondo le donne per arrivare al concetto del cibo. Chi meglio di te può farlo?
RispondiEliminaSis nel cuore (L)